Forum Security

FORUM SECURITY - Sicurezza per davvero - Associazione senza scopo di lucro iscritta all'albo della Regione Lombardia

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TEMI e PROGETTI

Le tematiche che affrontiamo sono tutte declinate nell'ottica delle sicurezza, vista nei suoi molteplici aspetti, e prendono spunto dal nostro background, dalle nostre competenze e dalla collaborazione attiva dei nostri soci.

Consiglio e Soci fondatori

L'associazione è nata nel 2017 dall'iniziativa di Maria Grazia Santini che ha raccolto intorno a sé amici professionisti e non che ha conosciuto e apprezzato lavorando nel settore della Sicurezza.

I PARTNER

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Recupero dati informatici da Hard Disk (in camera bianca propria) e Smartphone, Chiavette, Raid, Nas
Via  Arbe 29, 20125 Milano
info@datastor.it – www.recuperodatipro.it

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Sistemi elettronici per la sicurezza
Milano, Via Giuba, 11 – Tel. 02 28314420
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Servizi di certificazione ed ispezione
Milano, Via Melchiorre Gioia, 72
www.quasercert.com

NEWS

Contributi, aggiornamenti sulle nostre attività, segnalazioni, stato dell'arte dei progetti che stiamo seguendo e molto altro ancora

Russian CBRNe: L’esposizione progressiva del sistema

Layer 1 – di Dr. Marco Filippi

Un sistema strategico si rivela anche attraverso ciò che lascia trapelare quando qualcosa va storto. Nel caso russo, incidenti, firme ambientali e documenti amministrativi hanno esposto nel tempo infrastrutture nucleari e biologiche, competenze e catene di supporto. Il risultato è un quadro d’intelligence costruito per accumulo.

▸ Le origini sovietiche

Kyshtym, 1957: la ricostruzione dell’incidente di Mayak, tra letteratura radioecologica, analisi occidentali e documenti declassificati, ha illuminato la filiera del plutonio militare.

Sverdlovsk, 1979: distribuzione delle vittime e meteorologia ricondussero l’epidemia di antrace a un rilascio aereo dall’impianto militare, smentendo la tesi della carne contaminata.

In entrambi i casi, l’evidenza indiretta ha superato la narrativa ufficiale.

▸ La dimensione transfrontaliera

Chernobyl, 1986: il fallout rilevato all’estero rese insostenibile il silenzio. Nell’area contaminata sorgeva Duga, radar OTH già noto agli specialisti, poi divenuto icona pubblica.

Rutenio-106, 2017: misure europee e modellazione atmosferica indicarono gli Urali meridionali, con Mayak come sorgente più coerente di un rilascio mai dichiarato, anche se probabilmente di origine medicale.

▸ 2019, l’anno doppio

L’esplosione di Nënoksa ha portato sotto scrutinio le attività associate a Burevestnik/Skyfall, uno dei programmi più avanzati e associato anche a rischi indiretti mai prodotti dalla Russia. La morte di cinque specialisti Rosatom è anche una perdita di competenze: è ragionevole inferire un rallentamento, non quantificarlo.

L’esplosione a VECTOR, sito pubblico di ricerca biologica, ha riaperto il tema della custodia del vaiolo: uno dei due depositi autorizzati dall’OMS, unici al mondo, di una malattia altrimenti eradicata, dove la biosicurezza doveva essere verificabile.

▸ La vulnerabilità documentale

2025, Yasny: appalti e planimetrie hanno permesso di ricostruire basi e logistica nucleare con i siti ancora in costruzione.

Settembre 2026, Object 1335: i documenti di fornitura rendono leggibile la modernizzazione di un nodo C2 protetto, garante della continuità del comando e della rappresaglia dopo un attacco decapitante, uno dei maggiori investimenti di Putin in materia di bunker nucleari strategici.

Il paradosso: la filiera che preserva la deterrenza produce informazioni sulla propria architettura, tramite semplici ricerche OSINT.

▸ Irkutsk, oggi

Il decesso della ricercatrice e le restrizioni aumentano la visibilità dell’istituto anti-peste e del contesto regionale, che include l’impianto di arricchimento di Angarsk. La contiguità territoriale amplia l’osservazione, non stabilisce un legame operativo, ma sicuramente creano un ulteriore tassello della fragilità dei possibili siti “dual use russi”.

▸ Giudizio

“Biological War: A Scenario” di Annie Jacobsen appena uscito, che parla proprio di PESTE POLMONARE come agente biologico primario della guerra futura sta amplificando l’attenzione sulla peste e la sua possibile weaponizzazione.

Il giudizio, su questo aspetto, al momento resta distinto: la narrativa “preposizionata” rimane oggetto di speculazione complottista, mentre la debolezza della architettura di custodia CBRNe russa rimane persistente negli anni e nei regimi politici e genera costantemente effetti geopoliticamente significativi.

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13 Ottobre 2026

FOCUS SICUREZZA | Quanto conosci davvero dell’energia nucleare?

L’energia nucleare è uno degli argomenti che più frequentemente generano dibattito, convinzioni consolidate e, talvolta, informazioni non corrette.

Ma quanto conosciamo realmente i fenomeni fisici, le tecnologie e i sistemi di sicurezza che caratterizzano questo settore?

Per chi opera nel mondo della sicurezza, del soccorso e della gestione delle emergenze, comprendere almeno i principi fondamentali della radioprotezione e del rischio radiologico non è soltanto una questione culturale.

È anche una forma di consapevolezza professionale.

Abbiamo preparato un test di 15 domande che affronta:

  • Principi della fissione nucleare.
  • Funzionamento dei reattori.
  • Radioattività e radiazioni ionizzanti.
  • Radioprotezione e unità di misura.
  • Contaminazione e irradiazione.
  • Sicurezza e gestione delle emergenze.
  • Rifiuti radioattivi e impatto ambientale.

Non è necessario essere fisici nucleari per partecipare. Alcune domande sono accessibili a tutti, altre richiedono maggiore attenzione e conoscenza tecnica.

La sfida è semplice: quante risposte corrette riuscirai a ottenere?

Il risultato potrebbe sorprenderti. Condividetelo nei commenti

FOCUS SICUREZZA | TEST 01

QUANTO CONOSCI DAVVERO L’ENERGIA NUCLEARE?

Scienza, tecnologia, radioprotezione e gestione delle emergenze. Quanto ne sai realmente?

15 domande. Una sola risposta corretta.

Un test rivolto a professionisti della sicurezza, operatori del soccorso e a chiunque voglia verificare le proprie conoscenze sull’energia nucleare.

  • Tempo indicativo: 7–10 minuti.
  • Difficoltà progressiva.
  • Spiegazione tecnica dopo ogni risposta.
  • Nessuna penalità per le risposte errate.

Non cercare di indovinare: ragiona.

TEST COMPLETATO

Contenuto divulgativo e formativo. Il test non sostituisce la formazione specialistica, le procedure di radioprotezione o le disposizioni delle autorità competenti in caso di emergenza radiologica o nucleare.
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08 Ottobre 2026
Deepfake e Intelligenza Artificiale: la nuova frontiera della manipolazione digitale

Quando vedere non basta più per credere

Per decenni fotografie, registrazioni audio e filmati video sono stati considerati strumenti affidabili per documentare la realtà. Oggi questa certezza sta cambiando rapidamente.

L’intelligenza artificiale generativa è infatti in grado di creare immagini, video e registrazioni vocali estremamente realistiche, spesso difficili da distinguere da contenuti autentici. Una tecnologia che offre enormi opportunità in ambito creativo, educativo e professionale, ma che introduce anche nuove minacce per la sicurezza, l’informazione e la fiducia collettiva.

Cosa sono i deepfake

Il termine deepfake nasce dall’unione delle parole deep learning e fake.

Attraverso sofisticati algoritmi di apprendimento automatico, i sistemi di intelligenza artificiale possono analizzare grandi quantità di immagini, video e registrazioni audio per replicare il volto, la voce e persino le espressioni di una persona reale.

Il risultato è la creazione di contenuti artificiali che appaiono autentici. Oggi bastano pochi minuti di materiale reperibile online per generare una voce clonata o un video nel quale qualcuno sembra dire o fare qualcosa che in realtà non è mai accaduto.

Una minaccia sempre più concreta

Se inizialmente i deepfake erano considerati una curiosità tecnologica, oggi rappresentano uno strumento utilizzato sempre più spesso in attività fraudolente.

La clonazione vocale viene impiegata per simulare telefonate provenienti da dirigenti aziendali, colleghi o familiari e convincere le vittime a effettuare pagamenti urgenti o a fornire informazioni riservate.

Anche il furto d’identità sta assumendo nuove forme. Immagini e registrazioni possono essere utilizzate per aggirare sistemi di verifica, creare profili falsi o costruire elaborate campagne di truffa.

Particolarmente preoccupante è inoltre il fenomeno della disinformazione. Video e immagini manipolati possono diffondersi rapidamente sui social network, influenzando opinioni pubbliche, dibattiti politici e processi decisionali prima ancora che vengano smentiti.

La crisi della fiducia digitale

Il rischio più grande potrebbe non essere la diffusione dei contenuti falsi, ma la perdita di fiducia nei contenuti autentici.

Quando una fotografia può essere generata artificialmente e una voce può essere clonata con precisione sorprendente, ogni prova digitale rischia di essere messa in discussione.

Si sta creando una situazione inedita: non solo i falsi sembrano sempre più veri, ma anche i contenuti autentici possono essere considerati sospetti.

Questa nuova realtà rappresenta una sfida per giornalisti, investigatori, magistrati, aziende e cittadini, che dovranno imparare a valutare le informazioni con strumenti e competenze sempre più avanzati.

Come difendersi

La prima difesa rimane la consapevolezza.

È importante verificare sempre le fonti, confrontare le informazioni con più canali indipendenti e diffidare dei contenuti che suscitano reazioni emotive particolarmente forti o richiedono decisioni immediate.

In ambito aziendale è fondamentale introdurre procedure di verifica aggiuntive per operazioni sensibili, evitando di basarsi esclusivamente su telefonate, email o videoconferenze.

Anche la formazione riveste un ruolo centrale. Comprendere come funzionano i deepfake e conoscere i rischi associati permette di riconoscere più facilmente tentativi di manipolazione e frode.

Conclusione

L’intelligenza artificiale continuerà a evolversi e con essa crescerà la qualità dei contenuti sintetici.

I deepfake non rappresentano soltanto una nuova tecnologia, ma un cambiamento profondo nel modo in cui percepiamo e verifichiamo la realtà digitale.

In un mondo dove vedere e ascoltare non sono più garanzie assolute di autenticità, il pensiero critico, la verifica delle fonti e la cultura della sicurezza diventano strumenti indispensabili per proteggersi dalla manipolazione digitale.

Nota: i contenuti possono essere realizzati, in tutto o in parte, con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale e sottoposti a revisione umana. Le informazioni sono fornite a scopo esclusivamente informativo e divulgativo e non costituiscono consulenza né indicazioni operative. L’associazione declina ogni responsabilità per eventuali inesattezze, omissioni o conseguenze derivanti dall’utilizzo delle informazioni pubblicate.

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03 Ottobre 2026