Forum Security

FORUM SECURITY - Sicurezza per davvero - Associazione senza scopo di lucro iscritta all'albo della Regione Lombardia

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TEMI e PROGETTI

Le tematiche che affrontiamo sono tutte declinate nell'ottica delle sicurezza, vista nei suoi molteplici aspetti, e prendono spunto dal nostro background, dalle nostre competenze e dalla collaborazione attiva dei nostri soci.

Consiglio e Soci fondatori

L'associazione è nata nel 2017 dall'iniziativa di Maria Grazia Santini che ha raccolto intorno a sé amici professionisti e non che ha conosciuto e apprezzato lavorando nel settore della Sicurezza.

I PARTNER

DATASTOR

Recupero dati informatici da Hard Disk (in camera bianca propria) e Smartphone, Chiavette, Raid, Nas
Via  Arbe 29, 20125 Milano
info@datastor.it – www.recuperodatipro.it

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Sistemi elettronici per la sicurezza
Milano, Via Giuba, 11 – Tel. 02 28314420
www.microcontrol.org

QUASER CERTIFICAZIONI

Servizi di certificazione ed ispezione
Milano, Via Melchiorre Gioia, 72
www.quasercert.com

NEWS

Contributi, aggiornamenti sulle nostre attività, segnalazioni, stato dell'arte dei progetti che stiamo seguendo e molto altro ancora

I’m tired…

“I’m tired” is one of the most under-translated sentences in the human language.

It sounds like a physical complaint.

Most of the time, it isn’t.

In clinical work, I’ve learned to hear it as a portal, not a conclusion. What’s behind it is often far more complex than fatigue.

Here are 8 things “I’m tired” can actually mean:

🔹 “I’ve been carrying other people’s emotions for too long.”

When you become the person everyone leans on emotionally, exhaustion stops being physical. Your nervous system becomes a resource others unconsciously use.

🔹 “I’m exhausted from constantly reading the room.”

Hypervigilance is invisible. It looks like attentiveness. But internally, it feels like a background process that never shuts off.

🔹 “I’ve been holding it together for everyone else.”

The people who seem strongest are often the least supported. Containment has a cost. Sometimes “I’m fine” becomes a form of survival.

🔹 “I’m disappointed by people I thought I could trust.”

Some exhaustion is actually grief. Relational disappointment drains energy in ways sleep cannot repair.

🔹 “I’m worn down from constantly having to justify myself.”

The exhaustion isn’t always caused by one moment. It’s the accumulation of years spent proving your worth, your intentions, your sensitivity, your place.

🔹 “Nothing feels worth the effort right now.”

This is not laziness. Often, it’s what helplessness sounds like internally — when repeated effort stopped leading to change, the mind slowly stops generating motivation.

🔹 “I wish someone would notice without me having to ask.”

There’s a particular loneliness in being perceived as capable all the time. Competence often hides unmet needs.

🔹 “I’m trying to grow while running on empty.”

Growth requires energy. Healing requires energy. Change requires energy. Rest is not the opposite of progress — it’s one of the conditions that makes progress possible.

The next time someone tells you they’re tired — or you notice it in yourself — don’t move past it too quickly.

Ask what kind of tired.

The answer is usually more precise than the word itself.

Tks dr. Federico Riccardo Rossi psicologo

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01 Giugno 2026

“Mala tempora currunt, sed peiora parantur”

Di Valerio Valenti

Non so voi ma io avverto ormai un’ossessione che sta asfissiando il dibattito pubblico: l’idea che ogni parola, ogni analisi, ogni dato debba necessariamente implicare uno schierarsi da una parte o da un’altra.

Se dici che i flussi migratori sono aumentati allora vuol dire che sei razzista o che critichi il governo. Dici che le politiche di accoglienza hanno dei costi? Sei di destra. Se dici che il PIL è cresciuto allora stai difendendo il governo e se invece constati che la povertà è aumentata allora lo stai attaccando e sei di sinistra.

Questa logica non è pensiero critico è pigrizia intellettuale travestita da vigilanza politica.

Ho imparato, con il passare del tempo, che la realtà ha la fastidiosa abitudine di essere complessa. Ogni fenomeno, ogni fatto può avere cause multiple, effetti contraddittori, letture legittime e diverse senza che nessuna di esse equivalga a una dichiarazione di fedeltà tribale né, tantomeno, di verità assoluta.

Quando trasformiamo ogni affermazione in un atto di parte, non stiamo proteggendo nessuno: stiamo semplicemente rendendo impossibile ragionare insieme ed il consequenziale risultato è che chi analizza smette di farlo onestamente e inizia a dosare le verità in base a chi potrebbe avvantaggiare.

E così finisce che chi ascolta non valuta gli argomenti, ma cerca la fonte per decidere se credere o no. Il contenuto diventa quasi irrilevante. Conta solo il colore della maglia.

Alla fine questo atteggiamento si tramuta nella morte del discorso come strumento di conoscenza.

Io penso, invece, ostinatamente, che un’idea non appartiene a nessuno. Un dato non ha tessera di partito. E chi insiste a etichettare ogni pensiero come alleato o nemico non sta difendendo i propri valori: sta solo evitando di pensare.

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30 Maggio 2026
Master class: “Incidenza e Resilienza della Comunicazione mediale sul fenomeno del bullismo & cyberbullismo”


“TEORIA E TECNICA DELLA COMUNICAZIONE MEDIALE” – FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA

Aula affollatissima, gremita di futuri “comunicatori”.
Argomento scottante, quanto può esserlo la comunicazione mediale sulla piaga globale del bullismo e cyberbullismo.
Conoscere quali strumenti giuridici e pratici sono necessari per una comunicazione capace di prevenire un fenomeno che, ad oggi, incide “attraverso i social media” sulla vita di tutti i cittadini (adulti e minori). Cosa serve per essere certificati “ottimi comunicatori “?

A proactive meeting of immediate corrispondence of meaning and timely analysis, with real-time responses, on concrete facts, at speed byte second.
Grazie all d.ssa Barbara Lucini e in bocca al lupo ragazzi…

Masterclass
Università Cattolica
Prof.ssa Maria Grazia Santini
Presidente Forum Security Associazione

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28 Maggio 2026