di Dr. Marco Filippi
La NATO ha annunciato l’acquisizione del Maven Smart System di Palantir il 14 aprile 2025. Il 10 settembre 2026, NVIDIA e Palantir hanno annunciato un’iniziativa di AI sovrana per le filiere di approvvigionamento critiche. L’integrazione militare e l’impiego civile avanzano insieme. Fonti: NATO; NVIDIA.
Nel frattempo, i titoli legati all’AI subiscono revisioni delle valutazioni: l’11 settembre Barron’s riportava che Palantir aveva perso l’11% dall’inizio del mese. Valutazioni finanziarie e capacità tecniche seguono tempi diversi: un ribasso in borsa non dimostra un fallimento tecnologico. Fonte: Barron’s.
Le comunità tecniche e scientifiche avevano già segnalato questi rischi. Nel 2024, la ricerca esaminava la proliferazione di capacità militari attraverso i modelli fondazionali commerciali. Fonte: Khlaaf e colleghi.
Il rapporto Anthropic del 10 settembre descrive ora tentativi di sviluppo missilistico nel nord dello Yemen, in territorio controllato dagli Houthi. La precisione conta: riferisce un test fallito di un razzo guidato, NON ICBM funzionanti. Documenta inoltre cinque casi di utilizzo dell’AI potenzialmente utili allo sviluppo di armi biologiche, non la loro produzione accertata. Fonte: Anthropic.
La mirror life rimane una frontiera irrisolta. Nel 2024 gli scienziati avvertivano che batteri speculari autoreplicanti potrebbero minacciare le difese immunitarie e gli ecosistemi. Questi organismi non vanno confusi con le molecole speculari già esistenti, né presentati come un programma di armamento basato sull’AI. Fonte: Stanford.
La mia tesi è che, al di là dei dati di addestramento e dei guardrail, stiamo addestrando e impiegando l’AI durante una transizione segnata dalla bellicosità umana. Priorità della ricerca, finanziamenti, incentivi e domanda militare ne orientano la traiettoria.
L’AI ha radici accademiche, commerciali e militari intrecciate. In questo contesto, la sua militarizzazione era prevedibile. Trattarla come una deviazione inattesa significa ignorare il contesto che abbiamo creato.
Tematica che porto avanti da molti anni qua sui social, dai tempi della mia partecipazione alla Commissione Etica del progetto EU Aligner.
Parallelamente, i ricercatori civili stanno ampliando le proprie capacità. Uno studio pubblicato su Nature nel 2026 associa l’adozione dell’AI a una maggiore produzione scientifica e a un maggiore impatto, avvertendo però che il campo di esplorazione collettivo della ricerca si restringe. La produttività non si traduce automaticamente in scoperta. Fonte: Nature.
La mia ipotesi: l’AI potrebbe ridurre alcune componenti del divario epistemico tra ricercatori civili e istituzioni militari. Restano le differenze nell’accesso a intelligence classificata, laboratori, logistica e capacità operative.
Mentre gruppi commerciali contribuiscono allo sviluppo e all’adattamento dell’AI militare, restrizioni indiscriminate sui ricercatori civili rischiano di indebolire la difesa civile, la preparazione CBRNe e la biodifesa.
Servono salvaguardie differenziate: verifica dell’identità e delle competenze; valutazione delle finalità e dei rischi del progetto; accesso controllato e proporzionato alle capacità; utilizzo verificabile con tutela della riservatezza; supervisione indipendente e possibilità di ricorso.
I ricercatori indipendenti devono poter accedere attraverso un percorso credibile, che vada oltre l’affiliazione istituzionale. L’etichetta civile non garantisce la sicurezza; quella militare non garantisce automaticamente la legittimità.
Proteggiamo la società preservandone la capacità di comprendere, individuare e contrastare le minacce.
