Cambio di paradigma – Evoluzione della dottrina bellica della guerra Russo-Ucraina

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by Claudio Gibertini

” Oggi vi è stato un attacco devastante con centinaia di droni ucraini alla logistica e componentistica civile e militare della nazione russa. Sta infatti bruciando il centro logistico principale dell’ “amazon” dell’esercito russo, a Mosca. Il magazzino di Wildberries a Elektrostal, che sarebbe stato parzialmente riconvertito alla distriibuzione della componentistica militare, è stato distrutto dalle forze armate di Kiev. Il governatore della regione di Mosca ha confermato l’attacco è ha dichiarato il massimo stato d’emergenza. Un’apocalittica gigantesca nube di cenere, fumi, detriti e nebbia grigia, avanza nei cieli vicini a Mosca all’aeroporto Domodedovo.

La guerra alla quale stiamo assistendo tra Russia e Ucraina, è arrivata prepotentemente ormai sul territorio dei russi e le forze armate di Mosca non possono fare altro che cercare di diminuire danni prodotti dai droni aerei che ogni giorno si schiantano sul loro territorio presso strutture petrolifere e come abbiamo visto anche logistiche.

Nella notte tra il 17 e il 18 luglio, le Forze dei Sistemi Senza Equipaggio dell’Ucraina hanno colpito altri 13 vascelli della flotta ombra russa.

Il bilancio: 8 navi da carico a secco, 1 gasiera, 2 gru galleggianti e 1 rimorchiatore nel Mar Nero, oltre a 1 petroliera nel Mar d’Azov..

Ma ben al di là di questa spettacolare singola azioni avvenute presso questo centro logistico di primaria importanza, che si viene ad inserire nell’operazione “40 giorni” decretata dallo stesso presidente ucraino, è stato semplicemente aggiunto un tassello in un tipo di guerra che ha cambiato l’arte bellica delle moderne nazioni per sempre.

Questa guerra tra due nazioni slave, che sta infuriando da quasi quattro anni e mezzo, decreta ancora una volta il cambiamento della dottrina militare non solo delle nazioni direttamente coinvolte, ma anche di tanti altri Paesi che si dovranno adeguare questo cambio di paradigma epocale. I droni marini, aerei e terrestri quasi completamente automatizzati e utilizzanti sempre più l’intelligenza artificiale, saranno sempre maggiormente i protagonisti dei moderni conflitti, e andranno pesantemente ad affiancare e in molti versi a sostituire l’azione umana. Che comunque resterà centrale ma si sposterà sempre più dietro le quinte e dovrà continuamente aggiornarsi a governare sistemi d’arma che saranno sempre più complessi.

Questo cambio di paradigma non è nuovo nella storia umana delle guerre. Il conflitto combattuto dalla notte dei tempi ha infatti costituito un cambio di paradigma, pensiamo all’introduzione delle armi di metallo nella Preistoria rispetto a quelle in pietra e legno, pensiamo alle modernissime tecniche per l’epoca introdotte dai Romani di combattimento in squadra e all’utilizzo di vere e proprie macchine belliche.

Ma ci sono guerre nella contemporaneità durante le quali questo processo è accelerato ai suoi massimi possibili. Pensiamo alla prima guerra mondiale, iniziata con le cariche di cavalleria è terminata con primissimi carri armati. Pensiamo al secondo conflitto mondiale, iniziato nelle pianure della Polonia con l’applicazione della modernissima guerra lampo teorizzata dall’esercito tedesco, fatta di una combinazione tremenda dell’utilizzo di mezzi corazzati e aerei, e terminata ben sei anni dopo in Giappone nell’olocausto atomico di ben due città.”