Perché i droni stanno cambiando la neurobiologia del trauma.
La depersonalizzazione non è una semplice sensazione, ma un’alterazione funzionale del rapporto tra il soggetto e la realtà esterna.
Questa “pulizia” cognitiva riduce l’atto distruttivo a una pura sequenza di dati e pixel. Stiamo creando strumenti che non solo ridefiniscono i conflitti, ma che modificano i presupposti biologici della nostra percezione morale.
Quando l’interazione uomo-macchina scollega l’operatore dalle conseguenze fisiche delle sue decisioni, i processi cognitivo-comportamentali subiscono una mutazione. La totale assenza di stimoli sensoriali diretti impedisce al cervello di consolidare l’esperienza secondo i pattern traumatici classici: niente flashback, nessuna intrusione mnestica.