Di Giuseppe Gagliano
Parigi. La Francia prova a entrare nella guerra del futuro con una parola d’ordine che dice tutto: robotizzare senza perdere il controllo umano.
Dietro le dimostrazioni tecniche, i piccoli droni che si inseguono in volo, gli algoritmi addestrati in ambienti protetti e i robot terrestri mostrati nei saloni della difesa, si muove una questione molto più grande: l’esercito francese vuole restare nella corsa tecnologica mentre il campo di battaglia cambia più velocemente delle dottrine militari, dei bilanci pubblici e delle abitudini politiche.
A Rennes, dentro la struttura sperimentale chiamata Cheope, accanto agli uffici dell’agenzia ministeriale per l’intelligenza artificiale della difesa, si prova a ridurre la distanza fra laboratorio e guerra reale. Reti di protezione, sensori, elaboratori, simulazioni e prove dal vivo servono a verificare in tempi brevi ciò che altrimenti resterebbe confinato nei programmi informatici.
Robotizzare senza perdere il controllo umano
La Francia accelera sulla sperimentazione di robot terrestri, droni autonomi e sistemi di intelligenza artificiale applicati alla difesa. Nei laboratori di Rennes si lavora per ridurre la distanza tra ricerca e impiego operativo, mantenendo però il principio del controllo umano sulle decisioni militari.
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