
Un ragazzo di 14 anni è stato denunciato dalla madre per aver evaso la permanenza domiciliare.
Ed è finito in un carcere minorile.
La storia che racconta oggi La Stampa viene da Torino e riguarda un baby boss che era stato beccato a svuotare estintori contro le automobili nei parcheggi pubblici.
Poi aveva insultato un commerciante e picchiato un giovane per derubarlo di cellulare e portafogli.
Dopo le denunce per danneggiamento, deturpamento e imbrattamento il ragazzo usciva lo stesso di casa per continuare a fare il bullo.
A quel punto ha chiamato i carabinieri. Ha fatto portare il figlio nel carcere minorile Ferrante Aporti.
Per salvarlo.
Il tutto è accaduto a Rivoli.
A gennaio lui e altri due ragazzini prendono di mira il parcheggio sotterraneo in pieno centro cittadino.
I filmati degli impianti di sorveglianza li immortalano mentre svuotano gli estintori. Anche sulle auto posteggiate.
La prima convocazione in caserma con i genitori non intimorisce.
A inizio maggio l’episodio del furto al giardino Kranj: «Dammi il borsello».
La vittima non ci sta, cerca di scappare, vuole essere solo lasciato in pace.
Ma il quattordicenne non sente ragioni: lo colpisce a calci e pugni, lo deruba del cellulare e dei documenti e scappa via.
Quel giorno arriva il primo arresto.
E la permanenza domiciliare disposta dalla procura.
Il 19 maggio però continua a uscire va a un centro commerciale e se la prende con il titolare di un’edicola: «L’avevo ripreso perché viaggiava in monopattino dentro la galleria e non è la prima volta», dice quest’ultimo. «Mi ha mandato a quel Paese, mi ha detto che non dovevo rompergli i coglioni. Mi ha tirato uno schiaffo e un pugno sul volto». Sporge denuncia: «Sono sempre i soliti ragazzini, alcuni hanno anche dieci o undici anni e fanno i bulli. I genitori dove sono?».
La madre di uno di loro chiede aiuto ai militari. E, su disposizione del gip del Tribunale, la misura di suo figlio è stata aggravata: ora non è più a casa con lei, ma in carcere.