Di Dr. Marco Filippi
Il furto denunciato di 80 fiale di fentanyl da un ospedale romano, quello Israelita, seguito da una riunione d’urgenza del Governo, dovrebbe essere considerato un evento segnale, non semplicemente un episodio di criminalità comune. Secondo fonti aperte, la quantità sottratta potrebbe essere convertita in migliaia di dosi illecite, evidenziando implicazioni sia di sanità pubblica sia di sicurezza.
La sfida analitica non è prevedere un attacco, ma collegare domini apparentemente distinti e la forte convergenza di segnali deboli, sia cognitivi che di guerra ibrida.
Nel 2024, presso il NATO MILMED Centre of Excellence, ho presentato quella che, per quanto mi risulta, è stata la prima analisi di Medical Intelligence a correlare droni ad alto payload e agenti farmaceutici come possibile tema emergente in ambito CBRNe. In precedenza avevo analizzato la crisi del Teatro Dubrovka (23–26 ottobre 2002) su una rivista italiana di analisi OSINT, evidenziando le criticità operative e di attribuzione connesse all’impiego di agenti incapacitantI di origine farmaceutica.

Più recentemente, durante il Forum Security presso il Palazzo Pirelli di Milano (19 giugno 2026), insieme a colleghi impegnati nella Medical Intelligence e nella Epidemic Intelligence, abbiamo discusso scenari relativi all’impiego di droni agricoli ad elevato payload e di payload farmaceutici nell’ambito della resilienza e della preparedness, a seguito dell’incidente dell’aeroporto di Levaldigi di inizio 2026 che ospita uno dei nostri migliori assets nazionali ed internazionali di risposta all’emergenza di massa.
Un ulteriore elemento merita attenzione. Nelle ore successive al furto del fentanyl, numerosi canali social hanno rilanciato narrazioni riferite a storiche operazioni clandestine e a meccanismi di pre-attribuzione, orientando preventivamente la responsabilità verso Stati Uniti e Israele prima che emergessero elementi investigativi. Che tali dinamiche siano coordinate oppure spontanee è, in questa fase, secondario: il dato rilevante è che la dimensione cognitiva evolve ormai più rapidamente dell’attribuzione forense, pescando da eventi della Guerra Fredda, come la c.d. operazione Blue Moon; E’ probabile anche che verrà a breve capitalizzato quale valido moltiplicatore di effetto psicologico sia la natura confessionale dell’ospedale stesso, sia il fatto che sia stato oggetto di salvataggio economico da parte del Governo Italiano.
Contestualmente, canali dedicati alla difesa cinese stanno diffondendo con grande intensità filmati relativi a sistemi veicolari di aerosol/fumogeni destinati al contrasto dei droni. Sebbene le reali prestazioni di tali sistemi non siano state verificate in modo indipendente e il loro impiego dichiarato sia esclusivamente difensivo, il tempismo e l’ampia diffusione di questi contenuti rappresentano di per sé un elemento di interesse analitico. Dal punto di vista della Medical Intelligence, essi richiamano inoltre le analisi che abbiamo condotto sui wargame cinesi, nei quali piattaforme dual-use, tecnologie di aerosolizzazione e operazioni multidominio vengono considerate all’interno di scenari di competizione strategica e guerra ibrida e guerra full scale.
La conclusione non è che questi eventi siano necessariamente collegati. Piuttosto, essi dimostrano perché Medical Intelligence, OSINT, CBRNe e analisi della guerra cognitiva debbano essere sempre più integrate, non soltanto nella prevenzione e nel contrasto di tutta la guerra ibrida ma anche nella reale resilienza della popolazione.
Il campo di battaglia contemporaneo non è costituito soltanto dalle capacità materiali, ma anche dalle narrazioni che precedono l’attribuzione.