di Dott. Marco Filippi
Il 18 settembre Putin ha affiancato rassicurazioni verso l’Europa ad avvertimenti sul Baltico e a una rinnovata enfasi sulla triade nucleare.
Le notizie su 16.000–20.000 posti letto civili riservati ai feriti militari nella Russia occidentale suggeriscono una possibile integrazione civile-militare oltre Kaliningrad. Ancora prive di conferme indipendenti, sono compatibili anche con le esigenze della guerra in Ucraina. La Medical Intelligence deve monitorare personale, scorte ematiche, capacità di evacuazione e difesa civile insieme alla logistica delle truppe.
Droni su aeroporti e basi, incendi e sabotaggi sfruttano l’ambiguità. Il coinvolgimento russo è un’ipotesi credibile; dimostrare la catena di comando può essere quasi impossibile attraverso la sola OSINT. L’incertezza dell’attribuzione non cancella la minaccia.
Le mie stime riguardano possibili sviluppi dal 19 settembre 2026 al 19 aprile 2027, sulla base di OSINT e analisi specialistiche. Sono valutazioni dell’autore, non previsioni statistiche; eventi e aree geografiche si sovrappongono.
OPERAZIONI IBRIDE
Almeno un’operazione significativa diretta o sostenuta dalla Russia, comprendente sabotaggio, attacco informatico o interferenza politica organizzata coordinata maggiore (non eventi isolati dimostrativi, ma eventi ripetuti e coordinati) :
* Europa complessivamente: 90%.
* Balcani: 60%.
* Moldavia: 80%.
ESCALATION MILITARE
Attacco convenzionale russo deliberato, anche limitato:
Baltico/fianco NATO 20%;
Moldavia/Transnistria 15%.
Offensiva territoriale prolungata:
5% in ciascun teatro.
Impiego nucleare russo:
circa 1% nel teatro baltico; meno dell’1% in Moldavia.
La deterrenza NATO limita le opzioni offensive nel Baltico. Le fratture balcaniche favoriscono le interferenze. L’isolamento della Transnistria favorisce coercizione e azioni negabili. I “little green men” assumono particolare rilevanza come scenario in quell’area, senza che le evidenze esaminate abbiano finora accertato indicatori attuali sul campo.
L’emigrazione moldava, la cittadinanza rumena e le reti familiari in Italia incidono sulla resilienza e sui flussi informativi, ma non indicano un recente esodo dal confine.
Kursk si ricollega al mio Scenario Zero (2022): un evento nucleare o radiologico di attribuzione ambigua che imponga una pausa nelle ostilità. Il Triplo Zero (2024) esplora un disastro provocato in un sito nucleare, con ricadute radioattive sull’Europa e conseguenze sulla filiera alimentare.
Il segnalato attacco con drone del 17 settembre contro una torre di raffreddamento di Kursk non avrebbe causato incendi né variazioni operative. Dimostra l’esposizione al rischio, non un rilascio radiologico. Per un rilascio legato al conflitto che richieda misure protettive fuori sito in Russia o Ucraina, la mia nuova stima di lavoro è circa il 5% in sette mesi.
Per l’impiego nucleare tattico russo in Ucraina mantengo il 12–15% sul nuovo orizzonte temporale, rispetto alla valutazione di agosto riferita a sei mesi. Kursk, da sola, non giustifica un aumento. La coercizione resta più probabile dell’impiego.
La mia ipotesi: la visita di Ratcliffe a Mosca potrebbe aver esplorato un accordo segreto che colleghi il futuro della Transnistria alla pace in Ucraina. Questo contenuto negoziale rimane privo di riscontri, ma il livello di attrito di una penetrazione militare russa sul Suwalki Gap e’ preventivabile come troppo costoso militarmente e politicamente.
Osserviamo la convergenza: preparazione sanitaria, logistica, mobilitazione e pretesti politici come indicatori primari nei prossimi mesi.
